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- Sabato 05 Marzo 2011 Avezzano sala
Parrocchiale spirito santo ore 18.30, in beneficenza per la Misericordia
di Avezzano.
| Atto unico di Eduardo De Filippo. |
Su una caratteristica terrazza napoletana, ingombra di panni stesi ad asciugare, vasi di piante aromatiche e di fiori, di vecchi arnesi e mobili d'accatto, dove specie in estate si svolge giorno e notte la vita della famiglia, Gennaro un uomo ormai avanti negli anni, conversa scherzosamente con una giovane chiacchierata impiegata che abita una stanza la cui finestra dà sulla terrazza. Concetta, sua moglie, che già da tempo non sopportata le smancerie della signorina, è una tipica donna di casa sulle cui spalle ricade tutto il peso dell'andamento familiare e della cura del figlio Tommasino, un giovane ritardato, quasi cieco, d'impaccio a tutti e sempre occupato a masticare per una fame insaziabile. Sono parole scherzose quelle di Gennaro, ma che nascondono un certo interesse maschile, che trovano accoglienza civettuola dalla giovane che provoca con i suoi atteggiamenti il protagonista della commedia, dentro di sé convinto, benché sostenga il contrario rimpiangendo gli anni ruggenti della sua giovinezza ormai passata, di essere un uomo ancora interessante.
Tanto più che egli si presenta come geniale inventore di strambi ritrovati, i cui disegni "tecnici" sono affidati a un inquilino della casa, sempre in arretrato con la pigione: uno scalcinato maestro di disegno, amico e stimatore delle croste che dipinge la sorella zitella, con pretese artistiche, di Gennaro. L'amico che loda le invenzioni leonardesche di Gennaro ha trovato un "ingegnere" del nord che potrà valutare il ritrovato destinato a impedire le forature degli pneumatici delle auto e che ha invitato a casa da Gennaro per un migliore esame del marchingegno.
I due si ritrovano sulla terrazza con il presunto ingegnere, in realtà un semplice rappresentante di commercio, che più che interessarsi ai disegni tecnici apprezza la figura della ragazza affacciata alla finestra che continua il gioco del corteggiamento con Gennaro sino a spingersi ad invitarlo a baciarla. Fingendo ritrosia Gennaro,[1] si arrampica su una sedia e la bacia in viso più volte tra gli applausi ironici dei due amici. A questo spettacolo cui si trova casualmente ad assistere Concetta, con alle costole l'affamato Tommasino, reagisce violentemente prendendosela con la maestrina, dandole della poco di buono, e con il marito chiamandolo "vecchio vizioso". Gennaro, svergognato di fronte ai presenti, e offeso per quello che voleva far passare per uno scherzo innocente, abbandona il tetto coniugale per farla finita con una vita di incomprensioni. I due che hanno spinto Gennaro allo scherzo ora si sentono in colpa e riportano con la forza sulla terrazza il marito;
GENNARENIELLO
di Eduardo De Filippo (1932)
Personaggi:
ANNA MARIA – bella ragazza (Patrizia Di Girolamo)
GENNARO – pensionato (Scatena Antonio)
CONCETTA – sua moglie (Angela Di Girolamo)
TOMMASINO – loro figlio (Giovanni Di Girolamo)
FEDORA – Sorella (M.Laura Di Girolamo)
MATTEO – Maestro di disegno (Dino Bisegna)
MICHELE – giovane ingegnere (Andrea Rau)
O’ RUSSO – “saponaro” (Dario Andreozzi)
PEPPINELLO (Alice Di Girolamo) |
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LOGO COMPAGNIA |
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FEDORA (M. Laura ) |
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Ingegnere Aiello (Andrea Rau) |
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Concetta (Angela Di Girolamo) |
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Matteo (Dino Bisegna) |
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'O Saponaro (Dario Andreozzi) |
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Tommasino (Giovanni Di Girolamo) |
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GENNARENIELLO (Alvaro) |
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